MAROCCO
UN’AMERICANA NEL SAHARA

Testo e foto di Carlo Mauri
Un viaggio di 7.000 km per visitare i luoghi più suggestivi di un Paese magico, meta classica e imperdibile per i fuoristradisti europei, mettendo alla prova una Jeep Wrangler JK Rubicon che si è dimostrata più che all’altezza
Le componenti di un’avventura in fuoristrada sono tante: la destinazione, il territorio, i compagni di viaggio, il mezzo. Mi è capitato di andare nel deserto con i veicoli più diversi, ma questa volta l’idea è nata come una sfida: attraversare il Marocco fino al confine con l’Algeria con la nuova Jeep Wrangler JK Rubicon 2.8 CRD 2 porte. Soft top. E con una tenda sul tetto - se di tetto si può parlare - e con l’attrezzatura per essere autosufficienti in due persone.
Insomma, sulla carta un fuoristrada piccolo, che storicamente nasce per percorsi completamente diversi, e che mai (o molto raramente) è capitato di vedere attrezzato con una tenda. C’è da dire che le cose sono un po’ cambiate dal 5.0 tre marce della serie CJ, e il turbodiesel common rail della nuova generazione dell’icona della Jeep ben si presta a fare strada. Cominciamo con la preparazione a metà dicembre e ottimizziamo i tempi movimentando la nostra officina e l’azienda che ci fa i prototipi dei nuovi prodotti. In una settimana la vettura è pronta, la tenda è sul tetto e la struttura interna funziona a meraviglia.
Si parte poco prima di Natale e vi risparmio i commenti sul trasferimento in Europa, che è autostradale e noioso. Solo poche note riguardo alla rumorosità, che fortunatamente non è eccessiva nonostante il carico e il telo, mentre impressionanti sono i consumi, che con l’aumentare della velocità aumentano in maniera drammatica. A 140 km/h, con vento contrario, siamo arrivati a vedere 17,8 litri/100 km sul computer di bordo! La Wrangler, per giunta così attrezzata, ha una sezione frontale che è un insulto all’aerodinamica....
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