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JEEP CHEROKEE XJ 2.5 TDI BY FILIANOTI

IL GRANDE CAPO

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Testo e foto di Massimo Laruffa

Un appassionato calabrese ha trasformato, con qualche soluzione insolita, la 4x4 media di casa Jeep - in genere sottostimata - in una trialista strabiliante e godibile anche su strada

Niente di meglio, per il test di questa impressionante Cherokee XJ, di una bella giornata di fine novembre in Calabria, circondati dall’impervio Aspromonte, fitti boschi e splendido mare, natura e tradizioni. Uomini  “d’altri tempi”, legati ancora all’amicizia, al rispetto reciproco e alla famiglia. Da queste parti il progresso, con i suoi ritmi, non ha ancora intaccato i valori dell’uomo. Sembra di essere ai tropici, la temperatura qui è sempre più alta rispetto al nord; siamo proprio vicini all’Africa... Il mezzo in questione, una Cherokee 2.5 turbodiesel del 1998, è stato preparato personalmente da un appassionato degli “States”, Walter Filianoti di Reggio Calabria, che nel 1996  è stato “fulminato” dalla Jeep. Nei ritagli di tempo Walter ha coltivato la sua passione mirando a degli interventi relativamente economici ma assai funzionali, volti a migliorare i punti deboli della “piccola” americana, e riuscendo ad aumentarne la mobilità in modo sorprendente. Per via del design “cittadino”, la Cherokee non sembra essere un veicolo particolarmente performante nell’off road. In realtà, già di serie la 4x4 americana vanta delle capacità fuoristradistiche decisamente buone; tra l’altro si apprezza la compattezza della carrozzeria, caratterizzata dal pianale posto a un’elevata altezza da terra ma anche dal tetto molto più basso rispetto alle rivali, il che rende la vettura stabile nelle pendenze laterali (il baricentro infatti è basso) e agile nei passaggi tra gli alberi. Ma la Cherokee appartiene alla famiglia Jeep, e come tale non fa eccezione alla regola “la Jeep si crea, non si compra!”, grazie alla vasta disponibilità di accessori after market disponibili.
Gli interventi effettuati da Walter hanno riguardato essenzialmente le sospensioni, la trasmissione e la carrozzeria. Tra la moltitudine di assetti e di accessori in produzione per questo modello si è scelto di operare abbinando alcuni prodotti aftermarket a parti meccaniche rimediate a basso prezzo da altri fuoristrada e sicuramente più robuste. Il mix di modifiche ha portato ad un risultato veramente eccezionale e soprattutto difficile da raggiungere, visto che questa Cherokee può vantare un ottimo comportamento sia su strada che in fuoristrada, nonché una superiore affidabilità. Tutte caratteristiche che la rendono estremamente versatile e adatta non solo ad un uso sporadico o locale.
Sull’asfalto si può viaggiare anche ad andature sostenute senza temere le curve né le asperità del fondo grazie soprattutto agli ammortizzatori regolabili, davvero azzeccati su questo tipo di preparazione, ed il motore eroga bene senza sforzi grazie alle coppie coniche molto corte. Nel trial si assistono a dei numeri da vero contorsionismo senza mai staccare le ruote dal terreno, nonostante le balestre sull’asse posteriore che come noto, non facilitano l’escursione. Non si è voluto stravolgere la vettura montando delle  molle su questo assale,  in quanto non si sarebbe  riuscito ad ottenere l’assetto equilibrato che i tecnici della Rubicon hanno ideato dopo lunghi test.

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